ENERGIA DA FARINE
Che cosa sono?
Gli scarti derivati dalla lavorazione dei prodotti di origine animale, le parti di animali giudicate non idonee per il consumo umano e quanto destinato alla distruzione perché non utilizzabile né per l’industria zootecnica né come fertilizzante, vanno a costituire il complesso panorama dei “sottoprodotti di origine animale” e quindi le così dette “farine animali”.
Normativa di riferimento.
Nel 2002 viene emanato, dalla U.E. , il Regolamento CE 1774/2002 che disciplina la raccolta, la trasformazione, l’uso e l’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale.
In questo Regolamento si definiscono 3 categorie di sottoprodotti con lavorazioni e destini diversi:
• Categoria 1:
sottoprodotti tra cui, ad esempio, ruminanti morti in stalla o intestini di bovini regolarmente macellati che presentano un rischio, anche non accertato, di BSE.
• Categoria 2:
es. animali morti di specie aviarie, mammiferi morti diversi dai ruminanti.
• Categoria 3:
comprende sottoprodotti in cui il rischio sanitario è minore o addirittura nullo, come le parti animali idonee al consumo umano ma che non vi sono più destinate per motivi commerciali.
Tra i metodi di distruzione dei sottoprodotti di origine animale vi è quello dell’utilizzo come combustibile alternativo alle tradizionali fonti inquinanti. Le farine animali, infatti, sono un “combustibile” neutro nei confronti dell’effetto serra e non generano residui post incenerimento. Possiedono un alto potere calorifico tale da sostituire quasi completamente l’uso del carbone fossile.